di Veronica Capucci
Nonostante le denunce e le lotte portate avanti da varie associazioni e dai senatori PD Luigi Manconi e Maria Cecilia Guerra, per la sorte di Henrique Pizzolato, italo-brasiliano, ex direttore marketing del Banco do Brasil, non c’è stato nulla da fare. Lo scorso 22 ottobre è stato infatti estradato in Brasile, dove era stato condannato a 12 anni e 7 mesi per reati di corruzione e riciclaggio nel cosiddetto scandalo “Menselao”, la tangentopoli scoppiata nel paese sud-americano nel 2005. Il nostro connazionale, dopo essere stato arrestato a Maranello il 5 febbraio 2014, stava già scontando la pena da un anno nel carcere Sant’ Anna di Modena. Il sistema carcerario del Brasile è uno dei peggiori al mondo.
Il recente
rapporto dell’associazione non governativa “Human Rights Watch”, pubblicato il
19 ottobre, segnala infatti come sia disastrosa la situazione penitenziaria
brasiliana. Nel rapporto si fa riferimento al sistema carcerario di Pernambuco,
mentre Henrique Pizzolato si trova ora nel carcere di Papuda in Brasilia, ma il
sistema è uguale. All’interno delle prigioni si attua una sistematica
violazione dei diritti umani. Nel rapporto si segnala la forte carenza di
spazi, tanto che i detenuti sono costretti a dormire nei corridoi. Il personale
è in numero ridotto, alcune guardie carcerarie hanno consegnato le chiavi ai
detenuti. In cambio, tollerano le attività illecite portate avanti da questi
“secondini” improvvisati e intascano tangenti. Numerosissimi i casi di stupro,
violenza e traffico di droga. Sempre secondo il rapporto dell’associazione
Human Rights Watch, nella popolazione carceraria è alto il numero di soggetti
portatori del virus HIV e di tubercolosi. Attualmente il nostro connazionale si
trova in un cella per “vulnerabili”, ma dal prossimo giugno passerà nel sistema
carcerario ordinario.
Proprio il 21
ottobre, un giorno prima dell’estradizione Oltreoceano di Pizzolato, il Supremo
Tribunale Federale brasiliano si è pronunciato a favore dell’estradizione in
Italia dell’esponente della Nuova camorra organizzata di Raffaele Cutolo,
Pasquale Scotti, condannato a diversi ergastoli per omicidio, estorsione e
altri reati, arrestato a Recife, nel nord-est del Brasile, dopo 31 anni di latitanza.
Henrique Pizzolato sarebbe stato usato come “ merce di scambio” ? Dubbio più
che legittimo, stando alle parole del senatore PD Luigi Manconi, secondo il
quale la coincidenza delle date di estradizione di Scotti e Pizzolato non
sarebbe casuale: “il 21 ottobre il Tribunale Speciale del Brasile approva
l’estradizione di Pasquale Scotti. Il giorno dopo, il Ministero italiano di
Giustizia ha stabilito che l’ex manager può essere estradato Oltreoceano.
Difficile pensare a semplice casualità. Quello che mi preme sottolineare, è che
si tratta di uno scambio iniquo. Da una parte abbiamo una persona condannata a
12 anni e 7 mesi per reati finanziari, con una parte di pena già espiata,
dall’altra una persona condannata a 30 anni, per omicidi e altri reati.” In
Brasile Henrique Pizzolato è stato giudicato da un tribunale che ora non c’è
più, riservato ai parlamentari. “ L’ex manager e sindacalista è stato
assimilato a un membro del Parlamento e giudicato da quel Tribunale speciale.
Pizzolato viene coinvolto in un processo di affari finanziari, ma invece di
essere giudicato per reati comuni viene giudicato da un Tribunale che si deve
esprimere solo su esponenti politici.” Inoltre Pizzolato è stato dichiarato
estradabile poche settimane dopo la firma da parte dell’Italia di un trattato
bilaterale ( legge n.17/2015), che consente ai cittadini italiani condannati in
Brasile di poter scontare la pena in Italia. “ Firma che il Brasile non ha
posto, presumibilmente per permettere l’estrazione del direttore del Banco do Brasil”,
continua il senatore Luigi Manconi. “Porteremo avanti la battaglia per il
nostro connazionale, nessuno vuole abbandonare il campo.I collegamenti ci sono,
ma la situazione è complicata”, conclude il senatore.
L’avvocato
Alessandro Sivelli sta seguendo questo delicato caso e gli chiediamo se sa come
si è svolto il processo in Brasile e se sono state commesse irregolarità. “ Mi
sono occupato esclusivamente del procedimento di estradizione. Ho avuto
peraltro modo di prendere visione della sentenza pronunciata dal Supremo
Tribunale e prendere visione di alcuni atti di quel procedimento. Ritengo che
siano stati violati diritti fondamentali di difesa. Quello non era il giudice
naturale per giudicare Pizzolato. Inoltre non esiste procedimento che non consenta
la verifica in appello della correttezza di una decisione. Non esiste giudice
infallibile ed ogni decisione deve essere sottoposta al vaglio di un giudice
che che verifichi la correttezza della decisione del primo giudice soprattutto
quando si tratta di sentenza di condanna a pena detentiva. Ho inoltre
verificato che nel processo davanti al Supremo Tribunale non sono
stati acquisiti documenti che avrebbero potuto scagionare Pizzolato.” Perché
secondo Lei Pizzolato è stato estradato? Ha parlato con il Ministro della
Giustizia? “ Si è trattato di una decisione politica, presa in palese
violazione dei diritti di Pizzolato. Sono stati privilegiati interessi politici
al diritto della persona di scontare la pena in Italia e soprattutto del
diritto della persona di non subire durante la detenzione trattamenti disumani.
Auspico che le garanzie fornite dal governo brasiliano vengano rispettate.
E’ senz’altro
singolare che per tentare di garantire l’incolumità di Pizzolato, il governo
brasiliano abbia realizzato un’ ala speciale nel carcere di Papuda all’interno
della quale sconteranno la pena detenuti “vulnerabili”. Si tratta di una
decisione eccezionale che discrimina i detenuti tanto che sia il Procuratore
della Repubblica brasiliana che un’associazione di avvocati brasiliani, hanno
denunciato che questo trattamento privilegiato, viola i diritti di uguaglianza
dei detenuti. Ora auspichiamo che il Governo e il Parlamento brasiliani
rispettino l’impegno assunto di ratificare il trattato italo-brasiliano che
consente ai cittadini italiani condannati in Brasile di scontare la pena in
Italia.” Ha notizie di Pizzolato? Come sta? “ Non ho notizie dirette, in quanto
mi è impossibile parlare anche telefonicamente con lui. Da quanto mi è stato
riferito da un collega brasiliano, Henrique sta affrontando questa dura prova
con grande forza, che gli viene anche dalla sua fede.Attualmente si trova
in una cella che ha poca luce, in condizioni igieniche precarie, senza la
possibilità di usufruire di un costante controllo sanitario e con limitazioni
alla possibilità di uscire negli spazi esterni.”
Pubblicato dal "Articolo
21", il 10 novembre, col titolo
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