Signor Ministro
Orlando, signori funzionari del Ministero della Giustizia, membri del Governo,
l’odissea
giudiziaria di un vostro e nostro concittadino, Henrique Pizzolato, si è
conclusa nel peggiore dei modi: per lui, per noi e per voi.
Per lui perché
appena rientrato in Brasile sarà sottoposto a pressioni psicologiche enormi e
probabilmente a forme di violenza, ricatti, ritorsioni dalle proporzioni
imprevedibili e su cui nessuno, non certo i consoli italiani o i vostri
rappresentanti in Brasile potranno vigilare. A dimostrazione di quanto andiamo sostenendo
da mesi, i disordini, le evasioni, gli scioperi, il rischio di rivolta che il
carcere di Papuda, carcere in cui sarà trasferito Henrique, sta vivendo in
questi giorni danno la misura dell’irresponsabilità della vostra scelta.
Per noi, perché
abbiamo visto all’opera quello che solo sospettavamo: lo scollamento della
politica dalla realtà delle persone comuni, l’assenza di diritti certi ed
esigibili, la discrezionalità politica delle decisioni dei tribunali, il
prevalere degli interessi di parte (grandi o meschini che siano) sul diritto e
la giustizia.